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Ennio Calabria, Novità della vecchia pittura

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Considero la pittura un’orgogliosa, eterna avanguardia di quei caratteri dell’umano che proteggono l’individuo dal rischio di robotizzazione a causa della sua progressiva dipendenza dalle tecnologie.
Le dimensioni introspettive della persona sono state esiliate dal trionfo della società pragmatica. Esse, per questa espulsione, hanno perduto le parole per esprimersi e per segnalare il loro esserci, inviano sintomi, utilizzano un linguaggio pre-verbale. La pittura, oggi, è forse l’unico processo creativo che può intercettare questi sintomi e condurli verso una possibile comunicabilità. Io so che, oggi, la pittura è insostituibile testimonianza del tempo.
La pittura non porta con sé una delle tante opinioni interpretative sul tempo, ma è, invece, diretta trascrizione sulla tela, delle tracce della sensibilità dell’individuo che risponde all’azione del tempo. Come il pittore dei graffiti di altamira esorcizzava le grandi paure e i cogenti desideri disegnandoli sulle pareti della grotta, così, oggi, il pittore ha la stessa necessità di dare forma stabile a ciò che deriva dal costante bombardamento di informazioni veloci e dalla loro incessante relativizzazione.
Egli cerca nello spaesamento relativistico, di oggettivare le sensazioni dolorose ed esaltanti di ciò che finisce inghiottito dal passato e di ciò che, invece, volge la prua oltre il nostro presente.
La pittura, infine, è una possibilità che la storia ci tramanda per la quale l’artista entra in rapporto con le potenzialità magmatiche della materia, prima che si determinino i codici che, invece, si determineranno solo più tardi.
Per questo, l’opera è simile ad un parto: tutte le future potenzialità del bambino sono già presenti, ma noi non sappiamo se quel bambino sarà alto o basso, se sarà biondo e se farà o no l’ingegnere.
Ciò significa che l’opera nasce prima dei propri significati e questo processo è quello della creazione, la quale è diversa dalla creatività che riguarda solo il senso estetico, la concettualità e a volte la capacità manuale, ma non l’inconscio.
Roma,18/02/ 2013

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