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Cristalli Gianantonio

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Cristalli Gianantonio


Biografia

Nato a Bologna nel 1959, ha studiato tra Carrara e Bologna diplomandosi in scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Attualmente insegna Discipline Plastiche al liceo artistico di Parma. Esprime in particolare la propria creatività nella scultura in marmo e pietra. Attento all’evoluzione del discorso culturale e attraverso un aggiornato dialogo con la committenza pubblica e religiosa, ha realizzato opere pubbliche in varie città italiane. Ha iniziato ad esporre nel 1983, partecipando a numerose mostre su tutto il territorio nazionali. Tra le più recenti si annoverano: mostra collettiva “Pop Revolution”, Arcadia Art Gallery, Milano 2019; Arte Milano “The Factory”, Milano 2018; “OfficinArs”, Museo Archeologico di Nola, Nola 2017; Biennale di Venezia, Venezia 2013; BAF- Arte Bergamo Fiera, Bergamo 2011.


Opere

Ecco alcune delle opere dell’artista

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Critica e Recensioni

Lo scultore del mito antico dalle forme contemporanee

Plasticità della forma, forza della composizione, solidità del mezzo. È la pietra, il marmo, la terracotta a rappresentare la dimensione espressiva dell’arte di Gianantonio Cristalli, scultore bolognese dalle linee contemporanee e sperimentatore di tecniche plastiche diverse. Tradizione ed innovazione, passato e presente, sacro e profano si plasmano all’interno di rappresentazioni in cui metaforici rimandi all’antico vanno a modularsi in linguaggi originali e contemporanei.

Anche nelle opere esposte in Floating Art Exhibition, i temi del repertorio mitologico e storico vengono riproposti e rimodulati secondo schemi mediati dalle diverse dinamiche evolutive culturali percorse. L’artista sembra totalmente trasportato dalla materia che suggerisce la forma dentro la quale si costruisce il pensiero.

Nel “Centauro contro il Cavaliere” la forte tensione dello scontro è tutta concentrata nel mezzo busto della creatura metà uomo e metà cavallo, a cui partecipa anche la luce che scivola sui muscoli e la materia stessa nella quale sembra quasi ravvisare nella mente un certo che di “non finito” michelangiolesco. In “Icaro dopo il volo” è invece la mutilazione del corpo a narrare concettualmente l’epilogo della vicenda di cui è protagonista il mito greco, così come la posa assunta ne ricorda il volo e come la luce che vi scivola addosso ne richiama invece idealmente il sole. In “Ritratto di Giuseppe Verdi” infine la severità della storia risiede nella severità dello sguardo, che rivolto al pubblico sembra voler comunicare la lezione di un grande successo conseguito solo con duro impegno ed umiltà.

Dottoressa IFF

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